Isabella Parrucci presidente commissione cultura.
Due giovani donne, entrambe “under 30”, alla guida della Commissione Cultura e Turismo della Provincia di Macerata. Sono ( nella foto ) Isabella Parrucci (PdL) Figlia d'arte, suo padre, Enrico Parrucci, sindaco per molti anni a San Ginesio, è attualmente consigliere regionale, Isabella ha ottenuto quasi 1800 preferenza per la consultazione provinciale.
Ora è stata eletta presidente della 2^ Commissione consiliare permanente con lei Alessandra Boscolo (Pd), vice presidente.
Gli altri componenti della Commissione sono: Pierpaolo Simonelli, Fabio Corvatta , Giulio Silenzi ex presidente della provincia.
Oltre a cultura e turismo, la Commissione ha competenze in materia di cooperazione internazionale, pari opportunità e politiche giovanili.
Due le domande che abbiamo fatto al neo presidente: '' Una responsabilità importante a fianco dell'ex presidente '' e '' cosa pensa di fare per i giovani della provincia ''.
Ascolta l'intera intervista ( clicca.. contributo audio )
L'alberghiero di Cingoli trionfa al 'Fungo d'Oro'
L'istituto alberghiero “G. Varnelli” di Cingoli ha trionfato al “Fungo d'oro Junior – Scuola e gusto 2009”, concorso enogastronomico svoltosi a Pinerolo in occasione dei festeggiamenti per il quarantennale del locale istituto alberghiero, grazie alle alunne Sara Grassetti e Sara Tardella (nella foto a sinistra), quest'ultima residente a Caldarola. La giuria tecnica ha premiato Sara Grassetti per la realizzazione del piatto “Calcioni di ricotta e funghi porcini in salsa di agnello sopravvissano, riduzione di vernaccia di Serrapetrona e pecorino dei monti Sibillini”. Sara Tardella ha ottenuto la prima posizione con la proposta di vino abbinata Colli Maceratesi – Bianco doc “Santa Cassella”.
(ascolta l'intervista a Sara Tardella)
La Camerino romana e l'episodio di Caio Mario
Gli scavi in corso in piazza del duomo a Camerino stanno riportando alla luce reperti archeologici che potrebbero risalire al 2° - 4° secolo avanti Cristo. Quindi piena epoca repubblicana, quando la città godeva già di un rapporto diretto con Roma. Nel 4° secolo (309 avanti Cristo) infatti Camertes e Romani avevano stretto un trattato di alleanza con pari condizioni. Un fatto eccezionale, che riconosceva eguali diritti ed eguali doveri. Pochissime città riuscirono a tanto. Secondo lo studioso Arangio Ruiz, soltanto Napoli e forse Capua. Camerino alla pari con Roma.
Nel 101( siamo alla fine del 2° secolo) avanti Cristo, il privilegio della cittadinanza romana (perché di questo si trattava) venne confermato da Caio Mario. Il fatto ebbe un esito contrastato. I Camertes avevano preso parte con una nutrita compagnia di soldati alla vittoriosa battaglia contro i Cimbri (che stavano scendendo dalle Alpi verso l'Italia) ai Campi Raudii (presso Vercelli) e si erano guadagnati la fama di guerrieri forti e coraggiosi. In precedenza, nella seconda guerra punica contro Annibale, la città di Camerino aveva messo a disposizione dell'esercito romano 600 combattenti. Tornando alla battaglia dei Campi Raudii, Caio Mario si ritenne in dovere di concedere sul campo la cittadinanza romana ai soldati di Camerino. Il fatto, in una seduta del senato a Roma, fu oggetto di contestazione. Secondo quanto racconta lo storico Plutarco, il console non avrebbe dovuto prendere questa iniziativa. I Camerinesi, legati dal patto di alleanza di "aequum foedus", avevano già questa prerogativa. Quindi avrebbero potuto interpretare il gesto non come un riconoscimento, ma come un rimettere in discussione il patto di alleanza con pari condizioni. Caio Mario si difese, sostenendo di averlo fatto come segno di gratitudine verso i soldati camerti, senza considerare eventuali conseguenze e connessioni nei confronti della città. "Del resto", disse, dimostrando poca diplomazia e parlando con il cuore, " avreste dovuto essere ai campi Raudii in mezzo alla battaglia aspra, lunga e feroce, tra la moltitudine di uomini e di donne pronte anch'esse ad accorrere con i figlioletti accanto, per capire quale fosse il mio stato d'animo in quel momento". Per la cronaca il 30 luglio del 101 avanti Cristo sarebbero morti sul campo 150.000 Cimbri; 60.000 vennero fatti prigionieri.
Erano questi gli anni della Camerino che starebbero affiorando dagli scavi di piazza del duomo. Una città legata a Roma da un patto alla pari già dal 309 avanti Cristo.
Torna alla luce la storia di Camerino
I reperti archeologici che stanno venendo alla luce in Piazza Cavour, nel cuore del centro storico, dimostrerebbero che Camerino, già nel II secolo a.C. era un grosso ed importante centro. Lo ha affermato la funzionaria di zona della Sovrintendenza per i beni archeologici delle Marche, Mara Silvestrini, effettuando un nuovo sopralluogo nel cantiere di Piazza Cavour. “Ci sono varie stratificazioni che testimoniano passaggi importanti della storia di questa città che, come sappiamo, nel IV secolo strinse una alleanza con i romani” – ha spiegato la studiosa. Ed è proprio al periodo romano che risalirebbero i reperti più importanti: “Stiamo indagando e per adesso non possiamo offrire certezze – ha affermato la dottoressa Silvestrini – Ma l'impressione è che i reperti trovati nel lato opposto a quello che ospita la cattedrale possano avere grande rilevanza. e' una scoperta che, lo ribadisco, va verificata, ma che potrebbe risultare preziosa nella ricostruzione della storia di questa città”. Per questo, gli esperti hanno concordato con l'amministrazione comunale di proseguire con le indagini, anche se per un periodo limitato di tempo.
“Entro una settimana – ha affermato il sindaco Dario Conti – si dovrà prendere una decisione definitiva. Si procederà quindi per sette giorni ad ulteriori studi e, poi, la parte destinata al transito dei veicoli sarà richiusa, così da ultimare i lavori. Resterà aperta, invece, un'altra parte del cantiere, dove si scaverà ancora e che, se ne varrà la pena, resterà visibile. Chiedo pazienza ai camerinesi”.
Tipicità maceratesi esportate in Valsugana
Successo e grande interesse, oltre ogni aspettativa, per le tipicità maceratesi presentate in Trentino. Con il sostegno della Provincia di Macerata, uno stand dei prodotti del territorio maceratese è stato allestito a Borgo Valsugana (Trento) dall'Associazione produttori della provincia di Macerata, “Tipico Maceratese”. L'occasione è stata la manifestazione “I gusti della Via Claudia”, un evento finalizzato a far conoscere ed apprezzare le peculiarità enogastronomiche. Lo stand maceratese è stato l'unico del centro Italia presente nelle località trentina ed i produttori aderenti alla neonata Associazione “Tipico Maceratese” si sono distinti per la loro modalità di preparazione dei prodotti altamente tradizionale e, soprattutto, controllata. L'evento, al quale per l'Amministrazione provinciale è intervenuto l'assessore Giorgio Giorgi, ha avuto due parti principali: una legata alla degustazione e divulgazione dei prodotti selezionati presenti; l'altra, invece, vero e proprio expò di nicchia con un'accuratissima selezione di produzioni. Da Macerata sono state presentate farine di granoturco, ceci e farina di ceci, orzo perlato, lenticchie, zuppa di legumi, orzo, tagliatelle d'orzo, ed inoltre le tipicità di formaggi, salumi (in primo piano il ciauscolo), dolci, vini ed oli, tra cui i monovarietali leccino, orbetana e mignola fatti assaggiare sotto la guida di Barbara Alfei dell'Assam Marche.
Le produzioni della nostra provincia hanno fatto da ingredienti alla serata degustazione presentata da Marco Costarelli e coordinata in cucina dall'Istituto alberghiero “Varnelli” di Cingoli con lo chef Luca Facchini e dal sommelier Gianfilippo Grasselli per la scelta dei vini. Da Visso, Giorgio Calabrò ha portato la sua “sella di maiale”, apprezzata anche da importanti produttori di salumi trentini presenti all'evento
Nell'occasione il presidente di Tipico Maceratese, Dionisio Bertini, ha ricordato le motivazioni che lo hanno portato a poter siglare un accordo di amicizia con la Valsugana nel segno di uno scambio di sapori e di tutela reale e genuina dei valori dell'agricoltura di qualità e della tutela delle identità enogastronomiche locali.
L'assessore provinciale Giorgi ha invitato i produttori e gli amministratori locali trentini a restituire la visita nel 2010 in provincia di Macerata, proponendo di ampliare la collaborazione tra i due territori anche in altri settori economici e culturali.
Nella foto, lo stand dei prodotti tipici maceratesi a Borgo Valsugana
A San Severino ricevuta la nazionale Aibes
Il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, e l'assessore comunale allo Sport, Gianpiero Pelagalli, hanno ricevuto nella sala del Consiglio del Municipio una delegazione della Nazionale italiana dell'Aibes, l'Associazione Italiana Barman e Sostenitori, accompagnata dal consigliere nazionale per Marche, Abruzzo e Molise, Carlo Del Duca, e dal rappresentante di zona, il settempedano Giuseppe Piccioni, titolare del Pino's Bar.
In questi giorni i calciatori della Nazionale Aibes sono ospiti della nostra regione dove stanno svolgendo un ritiro di preparazione in vista di un triangolare organizzato in occasione del prossimo concorso nazionale di Sorrento.
Fondata nel 1949 per iniziativa del conte Antonio Spalletti Trivelli, l'associazione è aperta a tutti i barman ed a tutti coloro che conoscono e studiano i problemi relativi alla conduzione del bar in tutte le sue dimensioni, con particolare riferimento ai suoi influssi sugli aspetti sociali del tempo libero e del turismo.
“Il messaggio dell'Aibes è chiaro – spiega l'assessore comunale allo Sport, Gianpiero Pelagalli – ed in particolar modo si rivolge ai giovani cercando di insegnare loro che si può bere senza ubriacarsi e che si possono apprezzare le caratteristiche di un buon drink. Grazie alla sua Nazionale di calcio, l'Aibes incontra i ragazzi nel luogo che essi frequentano di più, lo stadio, ed unisce così al messaggio positivo che intende trasmettere anche gli alti valori dello sport”.
“Dobbiamo impegnarci con tutti i mezzi e con tutte le nostre forze – ha invece sottolineato il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, a margine dell'incontro – affinché le nuove generazioni comprendano i danni che può causare l'abuso degli alcolici. I messaggi che trasmette l'Aibes, con i suoi rappresentanti, vanno in questa direzione”.
Nella foto: l'incontro nella sala del Consiglio
La Ri - Partita della Vita a Moie con Zingaretti
L'Azione Cattolica Italiana della Parrocchia Santa Maria di Moie e il Centro Sportivo Italiano, comitato provinciale di Ancona con il patrocinio del Comune di Maiolati Spontini e in collaborazione con il Caffè Letterario di Moie e l'associazione Gianni e Valerio, Lotto per la vita propongono la “RI-PARTITA DELLA VITA - Quando lo sport aiuta a vivere”. La manifestazione vuole creare un gemellaggio con due centri giovanili di Pizzoli e Montereale vicino L'Aquila e aiutare i giovani nella ricostruzione dei loro oratori. I giovani abruzzesi potranno vedere di nuovo in funzione l'oratorio del paese grazie a una gara di solidarietà ma potranno anche vivere una nuova esperienza, dopo il dramma del terremoto: sperimentare la vicinanza e la solidarietà di tante persone e condividere il loro disagio e la loro speranza.
Il programma:
Venerdì 23 ottobre alle 20 a Moie presso la Biblioteca La Fornace, proiezione del film "Alla Luce del Sole" sulla vita di don Pino Puglisi, giovane prete assassinato dalla mafia per aver voluto istituire un oratorio parrocchiale che togliesse i ragazzi dalla droga e dalla prostituzione. Seguirà una tavola rotonda con la partecipazione di Luca Zngaretti, attore protagonista, e guidata da Michele Contadini, presidente diocesano dell'Azione Cattolica.
Sabato 24 ottobre alle ore 15,30 a Moie, Stadio Mauro Pierucci, triangolare di calcio tra la squadra “Hai visto mai” capitanata da Luca Zingaretti e con il calciatore Flavio Falzetti, “Vecchie e Giovani promesse” e una squadra di ragazzi abruzzesi degli oratori. La partita sarà preceduta dalla musica de “I Provetta” e dalle coreografie di giovani danzatrici. Parteciperà anche la presidente della provincia de L'Aquila.
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Beatrice Testadiferro
Incidente sul lavoro, grave un pensionato
Grave incidente sul lavoro accaduto a Caldarola, in località Collarsone, nella mattinata di lunedì, nel quale è rimasto ferito un pensionato sessantreenne di Serrapetrona. Paolo Botta, questo il nome del pensionato, stava lavorando, insieme al genero, al trasporto di alcune balle di fieno quando è stato colpito da una rotoballa, del peso di circa 4 quintali, accidentalmente caduta dal fienile nella quale era riposta. Soltanto il pronto intervento del genero, che resosi conto di quanto stava accadendo, ha urlato al suocero di spostarsi, ha impedito che l'incidente avesse conseguenze peggiori. Paolo Botta, sempre rimasto cosciente, è stato prontamente soccorso dal personale del 118 e trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette dove i medici, pur riservandosi la prognosi, si sono mostrati cautamente ottimisti.
I giovani di Confindustria visitano le aziende
Nell'ambito delle numerose attività di ricerca e di confronto del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Macerata è stato inaugurato martedì 13 ottobre un nuovo ciclo di visite aziendali denominato “Storie d'impresa, le eccellenze del nostro territorio raccontate dai protagonisti”.
“Storie d'imprese è un'attività” – ha esordito nei saluti iniziali Lucia Dignani Presidente dei Giovani imprenditori maceratesi – “che intende coinvolgere i giovani imprenditori e presentare loro le realtà industriali della nostra provincia che si sono distinte nel panorama nazionale ed internazionale”.
La Nuova Simonelli di Belforte del Chienti ha ospitato il primo incontro del nuovo ciclo di visite; l'azienda è leader mondiale nel mercato delle macchine professionali per caffè espresso e diretta dall'attuale presidente di Confindustria Macerata, Nando Ottavi, che ha accettato con orgoglio la proposta di inaugurare questo ciclo di visite aziendali dedicate ai giovani imprenditori e di mettere a disposizione la propria esperienza per far crescere il tessuto imprenditoriale della nostra provincia.
Ad accogliere i venticinque giovani imprenditori, oltre al presidente Ottavi e al vicepresidente Sandro Feliziani, anche il direttore commerciale, Cosimo Libardo, e il direttore marketing, Maurizio Giuli.
L'incontro presso la Nuova Simonelli, suddiviso in una visita agli impianti produttivi e di ricerca e sviluppo e una parte di presentazione dell'azienda, ha evidenziato come la Nuova Simonelli, attraverso gli investimenti in innovazione, nuove tecnologie e ricerca e l'internazionalizzazione sia diventata una forte realtà industriale anche grazie a un'oculata e attenta gestione.
In sintesi i giovani imprenditori hanno potuto notare come l'internazionalizzazione non sia ad esclusivo appannaggio delle imprese di grandi dimensioni. Soprattutto in un Paese come l'Italia, e nella nostra provincia dove le piccole e medie imprese rappresentano il tessuto portante del sistema economico e in cui esiste un'elevata propensione al commercio internazionale, il tema dell'internazionalizzazione delle imprese di piccole e medie dimensioni assume un notevole interesse.
La visita in un'azienda che ha fatto di tale politica una delle armi vincenti è stata per i giovani imprenditori, coinvolti in tale processo, un forte stimolo per la loro attività.
'Le stanze del Cardinale' tocca quota 20000
“Le stanze del cardinale”, l'esposizione di Caldarola, curata da Vittorio Sgarbi, ha festeggiato il 20,000 visitatore. Il fortunato è il Generale Vincenzo Poli (nella foto con il catalogo in omaggio in mano), referente della Delegazione del FAI di Ascoli Piceno.
Un successo che sembra distinguersi non solo nel panorama regionale ma in quello nazionale dove invece le entrate alle mostre e la spesa complessiva nel settore dell'arte e della cultura hanno subito delle flessioni.
Probabilmente la ricetta di questo successo, oltre ai due Caravaggio e ad una sfilza di altri grandi artisti, sta anche in una proposta articolata e varia, ricca di spunti anche oltre l'arte e capace quindi di attrarre visitatori amanti in generale del bello e anche curiosi di novità come per esempio il menù d'epoca. Preziosi infine gli orari ampi e insoliti che hanno fatto sì che tutti i fine settimana si potesse visitare la mostra.
Senza dimenticare la carica di suggestione e fascino offerta dal castello, tanto più quando le visite sono state in notturna.
